Fuorigioco per gli eventi sportivi?

Tribuna vuota di uno stadio

Fuorigioco per gli eventi sportivi?

Appena 25 dollari era il prezzo di un biglietto per l’incontro di apertura della stagione degli New York Yankees a inizio aprile. E questo a sole 24 ore dall’inizio della partita. Una vera occasione, se si pensa che negli anni scorsi era necessario sborsare centinaia di dollari per assistere a uno spettacolo sportivo di questo livello.

Com’è possibile che i biglietti per una partita di quella che è di gran lunga la squadra di maggior successo nella storia del Major League Baseball (MLB) degli Stati Uniti costino così poco? Certo, le previsioni del tempo per quel giorno non erano delle migliori e negli ultimi tempi i risultati del club, la cui storia risale al 1901, non sono stati particolarmente brillanti. Questi fattori però non bastano a spiegare una tale caduta dei prezzi.

Secondo un esperto statunitense di eventi dal vivo presume i prezzi, che finora erano sempre stati esorbitanti, siano precipitati anche a causa della popolarità delle criptovalute. Le criptovalute? Esatto. Da quando gli scambi con bitcoin e simili sono diventati mainstream, sostiene Eric Fuller, qualsiasi persona con un minimo di conoscenze tecniche oggi può giocare d’azzardo e scommettere sette giorni su sette, ventiquattr’ore su ventiquattro. E queste persone costituiscono una parte non indifferente del pubblico che di solito assiste alle manifestazioni sportive dal vivo.

In più, l’anno scorso si è assistito a un drastico affievolimento del fenomeno FOMO (fear of missing out). Ormai più nessuno nel nostro circuito di conoscenze ci dà l’impressione che ci sia un evento al quale dobbiamo essere presenti. Questo si aggiunge all’insicurezza generale scatenata dalla pandemia, per cui i bagarini, che negli USA compravano grandi quantità di biglietti dai club sportivi per poi rivenderli a prezzo maggiorato, hanno perso l’interesse a farlo.

E come vanno le cose in Svizzera? Da noi la vendita di biglietti funziona in altro modo. In più, il numero di spettatori pronti a scommettere sulle partite è molto minore che negli USA. Ciononostante, chi bazzica nell’ambiente degli sport professionisti svizzeri si sta facendo qualche pensiero. Recentemente, per esempio, il presidente dell’FC Sion Christian Constantin ha parlato di uno tsunami che secondo lui sta per travolgere il massimo campionato nazionale di calcio.

Secondo lo stravagante imprenditore ed ex portiere vallesano, i tifosi che in questo periodo sono mancati sugli spalti, e che non vi faranno ritorno in automatico con l’allentamento delle restrizioni anti-coronavirus, mettono a repentaglio i contratti di sponsorizzazione con i fornitori di birra, vino, acqua minerale, formaggio o anche caffè. Senza spettatori, così Constantin, l’FC Sion sta perdendo cinque milioni di franchi a trimestre. «Anche con un contributo a fondo perso da un milione, le cose non cambiano sostanzialmente», sostiene.

Ma tutto sommato, il calo di attenzione da parte del pubblico delle partite dal vivo che lo specialista statunitense Fuller osserva nel baseball dovrebbe essere meno marcato nel calcio. Infatti, se per una partita di baseball bisogna facilmente prevedere mezza giornata di tempo, in incontro di calcio dura meno di due ore, intervallo compreso. Quindi magari i prezzi per finire non caleranno in modo vertiginoso come nell’MLB…

Un controller per console di giochi bianco

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