Il bitcoin sopravvivrà al 2019?

Foto di una quotazione borsistica

Il bitcoin sopravvivrà al 2019?

Manca pochissimo al decimo anniversario dal lancio del bitcoin. Nei suoi momenti di maggiore gloria valeva quasi 20'000 dollari, anche se attualmente il suo valore si aggira sui 3000-4000 dollari. Le opinioni degli esperti sul futuro del bitcoin sono discordanti. John McAfee, il fondatore dell’omonimo antivirus, prevede un avvenire roseo per la famosa criptovaluta che, stando a lui, potrà valere la bellezza di un milione di dollari entro il 2020. L’imprenditore Calvin Ayre, che in passato ha investito in bitcoin, pensa invece che nell’anno in corso crollerà ancora.

Il mercato delle valute digitali ha perso il 70% del proprio valore e oggi non vale più che 200 miliardi di dollari. Grazie al continuo sviluppo della tecnologia su cui le criptovalute si basano, la nota blockchain, è tuttavia possibile che assisteremo a una rimonta. Le critptovalute diventeranno più facili da acquisire e da utilizzare, anche perché verrà migliorato il loro accesso ai negozi online. Aelf, per esempio, è una rete di blockchain in grado di eseguire più transazioni in contemporanea, evitando gli intervalli d’attesa di vari minuti tra l’acquisto e la conferma.

Diverse istituzioni stanno inoltre mostrando un certo interesse per gli investimenti digitali, il che potrebbe contribuire a rinvigorire il mercato criptovalutario e portare a una maggiore liquidità. Anche la principale borsa svizzera, il SIX Swiss Exchange, come pure il NASDAQ e la London Stock Exchange stanno creando piattaforme di scambio apposite. A metà del 2019 SIX prevede di poter offrire le prime prestazioni in questo ambito.

Gli investimenti digitali potrebbero diventare interessanti anche per i piccoli investitori, poiché la cosiddetta tokenizzazione consente di ottenere una partecipazione parziale a un investimento, come per esempio una casa. Blockimmo è la prima azienda svizzera a offrire investimenti immobiliari basati sulla blockchain. L’autorità di controllo finanziario della Confederazione ha dato il via libera a Blockimmo nel dicembre del 2018.

Negli anni a venire la tecnologia della catena di blocchi si affermerà anche fuori dal ramo finanziario. Grazie alla blockchain è infatti possibile rappresentare processi e seguire beni in maniera digitale, come intende fare per esempio l’azienda statunitense Walmart, che in collaborazione con l’IBM ha sviluppato una blockchain per gestire i propri prodotti alimentari. Entro settembre 2019 essa dovrebbe essere usata da tutti i fornitori come strumento per garantire una migliore sicurezza delle derrate.

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