La manna delle Olimpiadi?

Un breakdancer fa una verticale

La manna delle Olimpiadi?

«Sellout!» hanno bofonchiato i b-boys e le b-girls quando si è saputo che la break dance sarebbe diventata una disciplina olimpica nel 2024. Il famoso stile di ballo nato negli anni Settanta a New York in realtà si è parecchio allontanato dalle sue radici dell’hip hop delle origini. 

La break dance è da tempo parte integrante della cultura pop e viene praticata nei corsi di ballo, negli spettacoli televisivi e nei video clip. Persino alcuni sponsor importanti, per esempio un produttore di bibite abbastanza controverso, organizzano delle cosiddette battle. Quindi, l’allontanamento dallo spirito originario della break dance non è nulla di nuovo.

La cosa curiosa è il fatto che entri nel novero delle discipline olimpiche in un anno in cui il numero di sport alle Olimpiadi è in riduzione. Questo è possibile solo perché l’organizzazione stessa dei Giochi olimpici lo vuole. Per il 2024, infatti, non vengono accettate richieste in questo senso dalle federazioni sportive internazionali. 

Ai Giochi di Parigi ci saranno quindi dieci gare in meno rispetto al numero di discipline previste per Tokyo nel 2021. Se la break dance verrà inclusa, è soprattutto come reazione contro il calo di spettatori. Come già per le gare di skateboard a Tokyo, si tratta di una disciplina con cui si intende attirare un pubblico giovanile.

L’inclusione della break dance porterà vantaggi anche per chi la pratica, per esempio liberando nuove fonti di finanziamento? In Svizzera, gli sport olimpici d’élite sono finanziati dalla lotteria e pure la Confederazione vi investe più milioni ogni anno. In seguito, Swiss Olympic amministra questi fondi e li distribuisce secondo le prospettive di successo (ma non sempre) delle varie attività agonistiche. Dal 2014 al 2016, come mostrano i dati della SRF, le federazioni di ginnastica, Swiss Cycling e Swiss Athletics hanno ricevuto circa il 10 per cento dei fondi ciascuna.

Non è ancora chiaro se anche la break dance potrà beneficiare di un sostegno. Dai nostri vicini tedeschi la federazione a cui la break dance fa riferimento sta creando delle strutture e recentemente Marco Baaden alias «Mallekid» è stato nominato allenatore nazionale. Un b-boy di bravura comprovata, è ora incaricato della missione di condurre la squadra che si sta formando. 

Anche in Francia lo sport è amatissimo. Vi si organizzano 560 manifestazioni nazionali e 11 internazionali, ed esiste persino un programma di sviluppo che sostiene gli atleti in modo mirato. Chissà, magari è un modello che potrebbe essere imitato anche in Svizzera per portare la break dance a un livello olimpico. 

Immagine presa dal video di Old Town Road di Lil Nas X

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