La pizza è salutare! Ed è un business

Pizza margherita

La pizza è salutare! Ed è un business

Cibo dei poveri e piatto preferito di papi e monarchi: la pizza, le cui origini risalgono addirittura alla preistoria, è da secoli amata un po’ da tutti. 

Già in età neolitica si cuocevano focacce simili alla pizza. La prima testimonianza scritta dell’esistenza di questa pietanza è dell’anno 792 e si trova nel Codex diplomaticus Cajetanus. Quando verso la fine dell’Ottocento gli italiani cominciarono a emigrare, in particolare verso gli Stati Uniti, la pizza lasciò la sua culla partenopea per diffondersi intorno al globo.

I puristi prediligono a tutt’oggi la versione che prese il nome dalla regina Margherita: una variante minimalista che, stando alla leggenda, fu inventata dal pizzaiolo napoletano Don Raffaele Esposito nel 1889 proprio per servirla alla consorte del re d’Italia. 

Ma, soprattutto sull’altra sponda dell’Atlantico, ci si scostò poi sempre più dalla ricetta originale per sperimentare ogni sorta di varianti.

Alcuni di questi esperimenti non hanno mancato di attirare critiche. Si pensi alla pizza Hawaii, invenzione del 1962 di un canadese di origini greche, Sam Panopoulos, che manda in escandescenze napoletani (vedi per esempio questo video) e non solo. D’altronde, la pizza con prosciutto e ananas ricorda anche la triste storia della colonizzazione delle Hawaii

L’ananas, infatti, in origine non viene dalle famose isole del Pacifico. Fu l’industriale statunitense James Dole a cominciare a coltivarlo su larga scala dal 1901 attraverso la Hawaiian Pineapple Company. Per molti anni approfittò delle espropriazioni di terre e dello sfruttamento della popolazione locale.

Uno scivolone più recente (con conseguenze inaspettate) è stato quello di Stellan Johansson: questo svedese di 43 anni ha ricevuto per Natale dal fratello, un coltivatore di kiwi, ben dieci chili del verde frutto. Non sapendo più che farne, ne ha messi un po’ su una pizza. Una foto finita su internet è diventata virale. Così, Johansson ha dovuto fare i conti con reazioni furiose, provenienti in particolare dall’Italia, e persino con minacce di morte.  

Ma curiosità a parte, la marcia trionfale della pizza nel mondo continua imperterrita. Secondo un recente studio, non è vero che se ogni tanto ci si mette comodi sul divano per una bella scorpacciata di pizza la salute ne risente in modo grave. È una notizia che farà di certo sfregare le mani ai servizi di consegna a domicilio, che di questi tempi vivono comunque già un boom. Al contempo, a qualche imprenditore scaltro potrebbe venire in mente di approfittare dei risultati di questa ricerca.

Capital Bra, un noto cantante di trap tedesco, sembra aver già fiutato l’affare. Secondo un comunicato stampa della sua etichetta discografica, la pizza surgelata di «Capi» si sta vendendo alla grande: già mezzo milione di confezioni. Ne esistono due varianti, alle verdure grigliate e al salame di bovino. E, stando a quanto dice il musicista, entrambe «spaccano». Niente male anche il nome di queste creazioni gastronomiche: Gangstarella.

 

Mi concedo una pizza

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Immagine scodella contenente pasta che sta lievitando

Pizza economica

La pizza si può mangiare tutti i giorni e si prepara in un batter d’occhio. Fatta in casa, non solo è più buona, ma costa anche molto meno.