La quadrisnonna degli e-sport

Dettaglio del videogioco Pong

La quadrisnonna degli e-sport

 

Pong è uno dei primissimi videogiochi arcade ad aver conosciuto un certo successo commerciale. Si tratta di un gioco di pingpong dalla grafica bidimensionale in cui il giocatore su un lato cerca di rispondere al tiro di pallina dell’avversario che sta dall’altro lato. Sviluppato dall’azienda Atari, è stato commercializzato nel 1972. In origine il suo sviluppo era stato inteso come esercizio, partendo dall’idea di un gioco preesistente. Ma poiché il successo fu folgorante sia all’interno dell’azienda sia in un bar in cui era disponibile, Atari si mise a produrlo in serie. Gli inventori originari nonché detentori del brevetto si resero allora conto che si trattava di una versione scopiazzata del loro gioco e adirono le vie legali. Era il 1974 e Atari avrebbe dovuto pagare 1,5 milioni di dollari in spese giudiziarie – l’equivalente di 7,9 milioni di franchi attuali – il che avrebbe condotto l’impresa alla rovina. Dopo aver raggiunto un’intesa extragiudiziaria, Atari pagò 700'000 dollari (3,6 milioni di dollari odierni) per una licenza.

Fu grazie a Pong che l’industria dei videogiochi decollò. La copie e le versioni più elaborate che seguirono condussero al fenomeno che oggi riempie intere arene di spettatori, mentre molti altri in tutto il mondo restano incollati ai loro schermi: gli e-sport.

Foto di una macchina per il videogioco Pong
Un controller per console di giochi bianco

Gli e-sport sono davvero sport?!

Ultimamente in tutto il mondo si discute della questione se gli e-sport siano davvero da considerarsi discipline sportive. In Asia e negli USA si è già molto avanti. La Svizzera sta recuperando il terreno perso.