Patatine fritte contro la calvizie?

Foto di un cranio calvo di uomo

Patatine fritte contro la calvizie?

Secondo alcuni portali di notizie, le patatine fritte della McDonald’s sarebbero in grado di arrestare la perdita di capelli e addirittura di farli ricrescere. Sarà vero? A chi soffre di calvizie basterebbe quindi mangiare patatine per risolvere il problema? Certo che no!

Un giornalista ingegnoso ha tuttavia scoperto che esiste veramente un legame tra le patatine della McDonald’s e l’arresto della perdita di capelli. Le cose però non stanno proprio come sono state erroneamente riportate attraverso vari canali: in realtà si era solo trattato di un trucco di marketing escogitato dal giornalista in questione per attirare l’attenzione sul suo articolo.

Le cose stanno così: un’équipe scientifica in Giappone ha trovato un modo per coltivare follicoli piliferi. A tale scopo, serve uno speciale contenitore in cui sia possibile coltivarne a migliaia contemporaneamente per poi trapiantarli. Fino a oggi, il metodo consisteva nel prelevarne da un altro punto del corpo e impiantarli in testa.

La grande novità è stata trovare un materiale che lasciasse passare l’aria e che apportasse abbastanza ossigeno alle cellule in modo da farle sopravvivere. Si tratta del polidimetilsilossano, un tipo di silicone. È una storia che in sé non si vende molto facilmente, ma il summenzionato giornalista ha fatto una scoperta interessante.

L’olio da frittura della McDonald’s contiene infatti una parte di questo polisilossano che evita la formazione di schiuma quando si frigge. Menzionando la McDonald’s e questa scoperta nel suo articolo, il giornalista ha suggerito un nesso tra le varie cose, senza in realtà dire nulla esplicitamente. L’unico vero legame tra le patatine e il rimedio contro la caduta di capelli è che per ambedue viene usata una stessa sostanza. Niente di più!

Nella rivista in cui è apparso l’articolo, nello spazio dedicato ai commenti qualcuno ha persino chiesto quante patatine bisogna mangiare per far ricrescere i capelli. Evidentemente, non esiste alcun nesso dal punto di vista medico tra le due cose, ma con questo stratagemma l’articolo si è venduto molto meglio.

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