Quanto costano veramente gli insulti online?

Collage di emoji arrabbiato, calcolatrici, maialini salvadanaio, vasetti pieni di monetine e portafogli

Quanto costano veramente gli insulti online?

Il mondo digitale avanza in maniera inarrestabile e la separazione tra finzione e realtà si fa sempre più incerta, anche giuridicamente. Per esempio in giochi online come Second Life, nelle chat o sui social media: standosene comodamente a casa propria, si può accedere a uno spazio che nella realtà non esiste. Sbagliato!

Anche i luoghi virtuali sono infatti considerati luoghi pubblici. E mentre nello spazio pubblico «reale» la gente tende a trattenersi, su internet c’è chi perde tutte le inibizioni. Il cyberbullismo colpisce spesso le persone più esposte, come politici e celebrità, oppure gruppi sovente stereotipati nei media, come rifugiati, musulmani o ebrei.  

Quello a cui i bulli non prestano sempre attenzione è che sulla maggior parte dei siti, sopra ai commenti, appare il nome utente, il quale consente di risalire a una persona in carne e ossa. Se per esempio ci vogliono testimoni affidabili che possano confermare un’offesa, per una questione online basta sporgere denuncia basandosi su uno screenshot affinché le autorità possano aprire un’indagine, poco importa se il commento è stato cancellato pochi secondi dopo.

Tornando alla domanda di partenza: quanto costano gli insulti online? Se un commento ingiurioso finisce in tribunale, la faccenda può essere cara. Un’utente di Facebook ha già dovuto versare 280 franchi per aver dato della «stupida gallina» a qualcuno. Un «carogna» può venire a costare 400 franchi. Menzionare una velleità di uccidere o fare violenza a qualcuno è passibile di importi ancor più alti. Alla fine, considerando che ci sono pure le spese della procedura giudiziaria, è difficile cavarsela con meno di un migliaio di franchi. Inoltre, non va dimenticato che la faccenda viene registrata nel casellario giudiziale.

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