Quanto si guadagna a fare l’hacker?

Righe di codice informatico

Quanto si guadagna a fare l’hacker?

Nelle zone grigie della rete, il cosiddetto dark web, scorrazzano schiere di cibercriminali che forniscono prestazioni e prodotti a chi glieli chiede. Organizzati in gruppi e bande, sostengono gli esperti, vendono o noleggiano soluzioni informatiche per l’installazione su computer di programmi dannosi. La compravendita avviene su frequentatissimi forum e piattaforme.

I cosiddetti exploit kits diventano sempre più efficienti e promettono sempre maggiori probabilità di successo. Persone malintenzionate possono usare queste soluzioni pagando abbonamenti giornalieri, settimanali o mensili che costano tra i 30 e i 500 dollari. Ci sono anche programmi gratuiti in cambio dell’uso dei quali si cede una parte del traffico dati dei siti infettati. Questi dati possono quindi essere riutilizzati dal fornitore del software per i propri scopi. E ne vale la pena. Secondo quanto rilevato dagli insider, con questi metodi le gang di hacker riescono intascarsi anche 60’000 dollari a settimana!

Economicamente è una prospettiva allettante, ma oltre a correre un grande rischio di essere pizzicati, con le loro operazioni i pirati informatici provocano danni ingenti. La Federazione tedesca del ramo dell’informazione e delle telecomunicazioni di recente ha pubblicato i risultati di un sondaggio condotto fra 1067 aziende del settore. I danni di quest’anno e dell’anno scorso sono da primato: nel 2020 hanno raggiunto la cifra mai vista prima di 223 miliardi di euro.

Non stupisce quindi che i cosiddetti white hats siano talmente richiesti. Questi hacker «buoni» si occupano di cercare le lacune di sicurezza nei sistemi informatici di organizzazioni, imprese e governi allo scopo di prevenire eventuali attacchi. Anche loro si trovano su apposite piattaforme sulle quali offrono i propri servizi. Una di queste è Hacker One, che fa da tramite tra gli hacker e le aziende o organizzazioni che vogliono trovare i talloni d’Achille dei loro sistemi. La piattaforma, inoltre, documenta e archivia in rapporti specifici tutte le azioni e i problemi incontrati.

Hacker One offre cosiddette taglie quali ricompense per chi scova le falle informatiche. La piattaforma è operativa dal 2013, anno in cui per un’operazione riuscita sono stati versati 475 dollari. Da allora gli importi delle taglie sono aumentati fino a raggiungere cifre esorbitanti: oltre 100 milioni di dollari in totale. Ci sono alcuni hacker che sono diventati milionari. Pare che le falle di sicurezza trovate e di conseguenza gli attacchi evitati abbiano in realtà fatto risparmiare i clienti, che altrimenti avrebbero potuto subire danni per miliardi di dollari.

Il CEO di Hacker One, Marten Mickos, è convinto che tra cinque anni la somma totale delle taglie pagate avrà superato la soglia del miliardo. Chi ha le conoscenze necessarie e vuole trasformarle in denaro contante, o perlomeno in bitcoin, dovrebbe farci un pensierino: l’hacking legale è sicuramente un business redditizio.

Rappresentazione grafica con cinque asterischi e un lucchetto

Password sicure: cosa fare e cosa evitare

Si dice che in media un utente di internet possegga 200 account. La tentazione di usare la stessa password per tutti è grande ma rischiosa. Ecco i nostri consigli per gestire al meglio le proprie parole chiave.